Di Frida, di sguardi e di Ekman...quando il FACS diventa arte

"Guarderò attraverso la finestra dei tuoi occhi per vedere te"

Oltre ad essere una citazione romantica della passionale Frida Kahlo, queste parole racchiudono un richiamo interessante alle neuroscienze e al loro approccio per conoscere meglio l'Uomo. 

Tale branca conoscitiva, infatti, pone fra i suoi scopi la carotatura del comportamento umano bypassando l'ormai anacronistico dualismo cartesiano, correlando, appunto quella che è l'attività dell'architettura neuronale con i segni più capillari della comunicazione interpersonale.

Con una riflessione neanche troppo metaforica infatti, possiamo cogliere la scintilla ermeneutica che porta a voler analizzare pattern della miografia facciale per "andare oltre senza metterci del proprio".

In letteratura troviamo diversi contributi sul tema della decodifica del "sentire interiore" partendo dall'osservazione comportamentale e, fra tutti, spicca per metodologia ed onestà intellettuale quello di Paul Ekman con il suo FACS.

Il Facial Action Coding System è uno strumento scientifico funzionale a cogliere i micromovimenti che si attivano nel volto.

Non si parla infatti di emozioni, sentimenti o intenzioni: le unità di analisi sono infatti le attivazioni dei distretti muscolari, il che mette al riparo da interpretazioni e da ingerenze soggettive di vario genere.

A questo punto verrebbe da chiedersi "Si, ok, bello il FACS e la sua analisi delle azioni del viso, ma…che me ne faccio??" 

L'utilità del FACS è paragonabile a quella di un colore sulla tavolozza di un pittore: aiuta a tracciare forme e profili; pensiamo a produzioni imponenti monocolore e ad effetto come "Guerinca" o ai graffiti di Banksy..

Sta poi a noi valutare se necessitiamo di ulteriori informazioni e, quindi, ci orienteremo verso la triangolazione delle fonti.

Nel caso della comprensione dei comportamenti e delle emozioni umane utilizzeremo anche altri canali a nostra disposizione come: la voce, la coerenza tra verbale e non verbale, la postura, ecc… 

E un'altra volta…quindi? 

Potremmo concludere che per avvicinarci sempre di più alla comprensione del comportamento umano ci serve sia un po' di Ekman, sia un po' di Frida Kahlo affinchè rigore, metodo, creatività e intuizione suonino all'unisono per arricchire ancora di più il nostro orizzonte di conoscenza.