Quando un dolore non passa....”Volta la carta”

Non era ancora estate e la Primavera aveva scelto di indossare uno di quegli abiti uggiosi e preziosamente malinconici che solo Lei può sfoggiare con eleganza lasciando intendere l'arrivo del sole di lì a poco.


In una cornice come questa si alternano i pensieri e i ripensamenti di Ambra.


"È un incubo, non faccio che ripensare e riviverlo....anche se sono sicura che mi sto arrovellando il cervello inutilmente...non riesco a togliermi dalla testa il rumore che ho sentito quel giorno quando ho capito che il mio sogno si era infranto in quel maledetto incidente.

Le luci, il traffico, la pioggia battente, l’incrocio così caotico, la sensazione di essere in ritardo (in ritardo poi per cosa?!).

E poi.

D’improvviso...la frenata, il volo surreale della mia macchina, lo stridore delle lamiere, quell’odore di benzina così forte.

E poi nulla: solo io e l’asfalto, quasi un’unica cosa.

Sono passati ormai tanti anni e nonostante ciò il tempo non sembra aver fatto il suo dovere chiudendomi questa cicatrice. Che posso fare?"


"Hai ragione, il tempo è un valido alleato, quasi come un balsamo per curare le nostre cicatrici, ma può far poco se quotidianamente ostacoliamo il naturale processo di guarigione."


"Ma come? Io non faccio che ripetermi mentalmente di non pensarci più e di andare avanti senza voltarmi indietro!"


"Molto spesso ciò che in buona fede cerchiamo di fare per risolvere il problema non fa che alimentarlo e mantenerlo.

Ti propongo perciò un esperimento: scegli una finestra di un'ora nella tua giornata, prendi carta e penna e ogni giorno, come un fedele cronista, riscrivi la scena concedendoti di rivivere ogni dettaglio di quel giorno, il rumore che hai sentito, la sensazione che hai provato, le luci, gli odori, i rumori delle lamiere contro l’asfalto.

Ogni giorno per un'ora concediti di attraversare il tuo incubo: scrivi ogni giorno un dettaglio in più.

Al termine della tua ora di passione, chiudi tutto ed evita di rileggere.

Portami il tutto la prossima volta e scopriamo l'effetto che questa passione quotidiana ti avrà portato".


La perplessità per proposte tanto divergenti e apparentemente complicate è pari solo allo stupore che è sprigionato dai suoi effetti.


Sono passate le settimane, L'estate ora è sempre più vicina, il sole è sempre meno timido e Ambra si sta godendo una vita con più spazio per nuovi progetti, perché il passato è stato rimesso nel passato e finalmente anche i “ricordi vengono chiamati con il loro nome”.


Un po' come racconta De Andrè nella sua “Volta la carta” in cui “Angiolina ritaglia giornali, si veste da sposa, canta vittoria

Chiama i ricordi col loro nome, volta la carta e finisce in gloria

Chiama i ricordi col loro nome, volta la carta e finisce in gloria, eh"